martedì 16 novembre 2010

Rapporto del Parlamento UE per riconoscere i matrimoni gay in tutti i 27 Paesi

Il rapporto Berlinguer "sugli aspetti relativi al diritto civile, al diritto commerciale, al diritto di famiglia e al diritto internazionale privato del Piano d'azione per l'attuazione del programma di Stoccolma (2010/2080(INI))", verrà votato durante la sessione plenaria del Parlamento Europeo prevista per il 24 Novembre prossimo. La finalità del documento è quella di aumentare l'armonizzazione giuridica all'interno dell'UE, tramite un reciproco riconoscimento automatico degli status giuridici civili dei cittadini europei.
Nonostante la ragionevolezza in termini di efficienza e di implementazione del diritto di libertà di circolazione delle persone all'interno dell'UE, il rapporto ha in sé la potenzialità di obbligare al riconoscimento indiretto e automatico delle unioni civili tra persone dello stesso sesso (leggi l'analisi di European Dignity Watch e i suggerimenti per scrivere ai Parlamentari europei italiani).

Nel paragrafo 40 del rapporto Berlinguer, infatti, il Parlamento Europeo "sottolinea l'esigenza di garantire il riconoscimento reciproco dei documenti ufficiali delle pubbliche amministrazioni nazionali; accoglie con favore lo sforzo della Commissione di mettere in grado i cittadini di esercitare i loro diritti di libera circolazione e appoggia con vigore i piani volti a permettere il riconoscimento reciproco degli effetti degli atti di stato civile; chiede che vengano compiuti ulteriori sforzi per ridurre gli ostacoli incontrati dai cittadini che di fatto esercitano i propri diritti di libera circolazione, in particolare per quanto riguarda l'accesso alle prestazioni sociali a cui hanno diritto e il diritto di voto alle elezioni municipali" (cfr. testo integrale Rapporto Berlinguer).

Il rapporto così redatto viola profondamente il principio di sussidiarietà nella definizione del matrimonio e delle unioni civili, di competenza esclusiva dei singoli Stati Membri. Ma molto di più appare come un riconoscimento di fatto da parte della UE del diritto alle unioni tra persone dello stesso sesso.

Ciò che le ONG per la difesa della famiglia e delle libertà fondamentali chiedono ai loro sostenitori è di esprimere ai Parlamentari Europei della propria nazione di non approvare il paragrafo 40 così come è stato presentato. In particolare si deve chiedere di emendare il paragrafo 40 e che esso, come nessun altro intervento legislativo europeo, non eluda le competenze esclusive degli Stati Membri nel definire in termini legali la "famiglia" e il "matrimonio".

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1 commento:

  1. che pena che provo!!! ancora sempre la stessa storia: l'omofobia incalza ancora nel nostro paesello piccolo, piccolo sempre più piccolo..vi sembra giusto negare i diritti civili a persone dello stesso sesso che vorrebbero costruire un'unione maggiormente tutelata?
    Sull'adozione dei bambini da parte di coppie dello stesso sesso non sono affatto d'accordo e tantomeno sul matrimonio, ma su una tutela legale delle coppie di fatto non transigo!

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